Le infrastrutture critiche rappresentano il cuore pulsante di ogni economia moderna. Sistemi di trasporto, reti energetiche, strutture sanitarie e servizi di telecomunicazione: tutti questi settori dipendono da infrastrutture tecnologiche complesse che garantiscono il corretto funzionamento delle attività quotidiane e della società in generale. Ma proprio questa crescente dipendenza dalle tecnologie le rende vulnerabili a una serie di minacce sempre più sofisticate.
Le nuove minacce alla sicurezza delle infrastrutture critiche
Con la digitalizzazione delle infrastrutture critiche, il panorama delle minacce si è notevolmente ampliato. L’integrazione di tecnologie di automazione e controllo industriale, come SCADA, insieme all’adozione di dispositivi IoT, ha reso questi sistemi più efficienti ma anche più esposti a rischi di natura digitale. Attacchi ransomware, campagne di phishing avanzate e minacce provenienti da criminali sponsorizzati da stati stranieri sono tra i principali rischi che queste infrastrutture devono affrontare oggi.
Secondo il report 2024 dell’Agenzia dell’Unione Europea per la Cybersecurity (ENISA) intitolato “ENISA Threat Landscape 2024”, gli attacchi Denial of Service (DoS/DDoS/RDoS) e i ransomware dominano il panorama delle minacce, rappresentando oltre il 50% degli eventi segnalati. Il settore della Pubblica amministrazione, con il 19% degli attacchi, e quello dei Trasporti, con l’11%, risultano tra i più colpiti. Anche i sistemi energetici, pur registrando meno attacchi, restano particolarmente esposti per la loro rilevanza strategica. Il report evidenzia anche una crescente sofisticazione nelle campagne di ransomware, tra cui l’emergere del Distributed Ransomware, che prende di mira contemporaneamente più infrastrutture distribuite, aumentando l’impatto degli attacchi e complicando le operazioni di risposta.
Il “State of Cybersecurity Report 2024”, amplia ulteriormente il quadro, segnalando un incremento significativo degli attacchi alle infrastrutture idriche e di telecomunicazione.
Questi settori condividono caratteristiche che li rendono particolarmente vulnerabili, come l’elevata interconnessione digitale e la dipendenza da dispositivi IoT spesso non adeguatamente protetti, rendendoli bersagli prioritari per gli attori malevoli.
Questi dati evidenziano un trend preoccupante nella sicurezza delle infrastrutture critiche. Gli attacchi alle infrastrutture critiche non sono più limitati al furto di dati o a semplici tentativi di estorsione. Stiamo assistendo sempre più frequentemente a incidenti che mirano alla compromissione dei sistemi con impatti fisici reali. Questo genere di eventi sottolinea quanto sia fondamentale elevare gli standard di sicurezza e attuare strategie proattive per mitigare i rischi.
Inoltre, con l’avanzare dell’era digitale, le minacce si stanno evolvendo verso tecniche più sofisticate, come gli attacchi alla supply chain, che mirano a compromettere fornitori o partner di fiducia per infiltrarsi nelle infrastrutture principali.
Questa tendenza evidenzia la necessità di una maggiore attenzione alla sicurezza dei processi di approvvigionamento e alla gestione dei fornitori terzi. Tutti conoscono i danni che ha fatto l’attacco alla catena di approvvigionamento che ha colpito SolarWinds nel 2020, e un esempio più recente è l’attacco alla piattaforma 3CX nel marzo 2023, che ha compromesso numerosi utenti a livello globale.
Questi eventi hanno dimostrato quanto un singolo punto di vulnerabilità possa compromettere intere infrastrutture globali, sottolineando l’importanza di implementare un monitoraggio continuo e controlli di sicurezza stringenti lungo tutta la catena del valore.
Il ruolo della collaborazione pubblico-privato
Per proteggere le infrastrutture critiche, è essenziale una collaborazione continua tra settore pubblico e privato. Le aziende che operano in settori strategici, come energia e telecomunicazioni, devono lavorare in sinergia con le autorità governative per condividere informazioni su minacce emergenti e adottare misure di protezione congiunte. La Direttiva NIS2 rappresenta un importante passo avanti in questa direzione, imponendo nuovi requisiti di sicurezza per le infrastrutture critiche e obbligando i paesi membri dell’Unione europea a definire standard più stringenti per la protezione dei sistemi digitali.
La collaborazione pubblico-privato deve essere vista non solo come un’iniziativa di compliance, ma come un vero e proprio partenariato strategico. Creare network di condivisione delle informazioni in tempo reale tra governi e settore privato consente di migliorare la capacità di risposta agli incidenti e di individuare per tempo possibili minacce. Un esempio concreto è rappresentato dal ruolo delle Computer Security Incident Response Team (CSIRT) a livello europeo, che facilitano la cooperazione transfrontaliera e supportano la gestione di incidenti di sicurezza su larga scala.
In questo contesto, l’adozione di piattaforme di cybersecurity integrate e la capacità di risposta rapida agli incidenti sono aspetti fondamentali per migliorare la resilienza delle infrastrutture.
Tecnologie avanzate per la sicurezza delle infrastrutture critiche
L’avanzamento tecnologico offre strumenti sempre più sofisticati per migliorare la sicurezza delle infrastrutture critiche.
Tra questi, l’adozione dell’intelligenza artificiale (AI) e del machine learning (ML) ha rivoluzionato la capacità di monitorare e proteggere i sistemi in tempo reale. Le tecnologie basate su AI consentono l’analisi di enormi quantità di dati provenienti da sensori e sistemi di controllo, identificando anomalie che potrebbero indicare un potenziale attacco. L’AI non solo è in grado di rilevare eventi anomali, ma può anche prevedere comportamenti anomali attraverso modelli predittivi, consentendo di adottare misure preventive prima che un problema si concretizzi.
Un altro elemento fondamentale è l’uso delle tecnologie blockchain per garantire l’integrità dei dati e la sicurezza delle transazioni all’interno delle infrastrutture critiche. La blockchain, grazie alla sua natura decentralizzata e alla crittografia avanzata, può fornire una garanzia di immutabilità dei dati, risultando particolarmente utile per applicazioni che richiedono livelli estremamente elevati di sicurezza, come le reti energetiche e i sistemi di approvvigionamento di acqua potabile. Un utilizzo pratico delle tecnologie blockchain potrebbe riguardare la gestione delle forniture energetiche, dove l’integrità delle informazioni sui flussi di energia è cruciale per evitare disservizi o manipolazioni esterne.
Inoltre, la tecnologia Digital Twin si sta rivelando un potente alleato per il settore delle infrastrutture critiche. I Digital Twin, repliche digitali di sistemi fisici, consentono di monitorare in tempo reale il comportamento di un’infrastruttura e simulare possibili scenari di attacco o malfunzionamento senza compromettere la struttura reale. Questo approccio non solo permette una gestione proattiva delle risorse ma offre anche un contesto di test sicuro per l’implementazione di nuove misure di sicurezza e per la formazione del personale tecnico.
Anche le reti 5G rappresentano un’opportunità e una sfida per la protezione delle infrastrutture critiche. Da un lato, la velocità e la capacità di queste reti possono migliorare significativamente la comunicazione e la gestione delle infrastrutture, soprattutto grazie all’interconnessione massiva di dispositivi IoT. Dall’altro lato, tuttavia, l’aumento dei dispositivi connessi amplifica anche la superficie di attacco potenziale, richiedendo una protezione più avanzata e strategie di segmentazione delle reti per isolare eventuali compromissioni. L’adozione del Network Slicing, una tecnologia che consente di creare reti virtuali separate su un’unica infrastruttura fisica 5G, rappresenta una misura efficace per mitigare i rischi, garantendo che eventuali attacchi a una “fetta” della rete non si propaghino all’intero sistema.
Infine, le tecnologie di crittografia avanzate costituiscono un ulteriore strumento per proteggere le infrastrutture critiche. Oggi, la protezione delle infrastrutture critiche si basa su sistemi di crittografia avanzata tradizionale, come AES-256, e sull’integrazione di soluzioni che combinano la crittografia simmetrica con metodi di protezione dei dati dinamici. Tecniche come la “forward secrecy” e la crittografia omomorfica offrono una sicurezza robusta anche contro minacce future. Sebbene le tecnologie di crittografia quantistica siano promettenti, al momento non sono ancora pronte per un’implementazione diffusa. Parallelamente, sono già in fase di sviluppo algoritmi post-quantistici, progettati per resistere a potenziali attacchi di computer quantistici, che potrebbero compromettere i sistemi attuali.
La resilienza come obiettivo primario
Il concetto di resilienza è centrale quando si parla di infrastrutture critiche. Non è sufficiente puntare alla prevenzione degli attacchi; bisogna essere preparati a rispondere in modo efficace e rapido. Ciò include la capacità di ripristinare i servizi interrotti e di garantire la continuità operativa anche in presenza di un attacco. Le tecnologie di backup e recovery, combinate con l’utilizzo di soluzioni come Extended Detection and Response (XDR), rappresentano strumenti cruciali per assicurare che i servizi essenziali restino attivi nonostante le difficoltà.
Un altro aspetto chiave della resilienza è la gestione del rischio umano. La formazione del personale e la promozione di una cultura aziendale orientata alla sicurezza sono essenziali per ridurre la probabilità di errori umani che possano compromettere la sicurezza. Attacchi di social engineering, come il phishing, continuano a essere tra le principali cause di compromissione di infrastrutture critiche. Investire in programmi di formazione continua, simulazioni di attacchi e workshop sulla sicurezza aiuta a creare una forza lavoro consapevole e capace di reagire adeguatamente alle minacce.
Inoltre, l’adozione di standard internazionali, come l’ISO/IEC 27001 per la gestione della sicurezza delle informazioni, rappresenta un ulteriore passo verso la costruzione di infrastrutture più resilienti. Le certificazioni aiutano le organizzazioni a implementare un sistema di gestione strutturato, assicurando che siano in atto tutte le misure necessarie per prevenire, rilevare e rispondere agli incidenti di sicurezza.
La strategia migliore per affrontare le minacce alle infrastrutture critiche è quella di adottare un approccio multilivello che includa prevenzione, rilevamento, risposta e “recovery”. La capacità di un’organizzazione di prevenire e gestire le minacce è direttamente proporzionale alla sua resilienza e alla solidità della sua infrastruttura digitale. Non possiamo sottovalutare l’importanza della formazione continua del personale e della collaborazione tra diversi stakeholder per fronteggiare efficacemente le minacce future.
L’adozione di un approccio integrato che preveda anche la valutazione periodica dei rischi e l’aggiornamento delle strategie di difesa rappresenta un passaggio chiave per rafforzare la sicurezza delle infrastrutture critiche. Solo attraverso una combinazione di tecnologia, formazione e collaborazione, le aziende potranno continuare a garantire la sicurezza di servizi fondamentali per il nostro quotidiano.
Infine, è fondamentale tenere conto delle nuove sfide introdotte dalla crescente interconnessione delle infrastrutture critiche a livello globale. La globalizzazione ha reso le infrastrutture nazionali più dipendenti dalle reti e dai sistemi di altri paesi, aumentando la complessità della gestione dei rischi. In questo contesto, la cooperazione internazionale e lo sviluppo di normative armonizzate sono cruciali per creare una risposta coordinata e per limitare l’impatto di eventuali incidenti su larga scala. La resilienza del futuro passa dalla capacità di adattarsi e rispondere collettivamente, garantendo che le infrastrutture critiche siano preparate a ogni sfida che il mondo digitale ci pone davanti.

