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L’AI rende sempre più strategici CXL e “as a service”

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La spinta verso l’intelligenza artificiale, l’incremento delle simulazioni complesse e la sempre più ampia adozione dell’Edge computing stanno portando a una trasformazione delle infrastrutture IT. I data center tradizionali non bastano più: servono apparecchiature con memoria ad alta velocità, interconnessioni avanzate e flessibilità operativa. In questo contesto, la tecnologia CXL (Compute Express Link) emerge come pilastro tecnico-strutturale, consentendo l’espansione e il pooling della memoria ad alto rendimento senza la necessità di rifare completamente una piattaforma server.

Il Canale come vettore di innovazione infrastrutturale

Il mercato degli appliance CXL a livello globale è stato stimato da The Business Research Company in circa 1,26 miliardi di dollari nel 2024 e la previsione è di raggiungere circa 5,32 miliardi entro il 2029, con un tasso annuo composto superiore al 33 %.

È uno scenario che offre opportunità concrete: aziende che lavorano con RAG (retrieval-augmented generation), database in memoria, workload AI e HPC possono beneficiare di piattaforme pensate per la memoria e la banda e non solamente per il “server più potente”.

All’interno di tale quadro, i partner di Canale assumono un ruolo strategico. La vendita di server o moduli di memoria fa parte del passato. Oggi, le aziende richiedono di essere accompagnate nella trasformazione del modello operativo potendo disporre di soluzioni che includono architetture CXL, assessment delle applicazioni, tuning dei workload. Quelle realtà che desiderano innalzare la capacità computazionale o modificare architetture legacy più del consueto partner cercano una figura che sappia essere nel contempo consigliere tecnologico, progettista dell’infrastruttura e gestore dei servizi. La crescente complessità delle architetture, la necessità di integrazione con cloud ed edge, la presenza di nuovi standard e interconnessioni richiedono nuove e più ampie competenze che il Canale può e deve portare sul campo con efficacia.

La transizione verso l’infrastruttura come servizio

Contestualmente all’evoluzione hardware, si sta imponendo un mutamento nel modello di erogazione: l’infrastruttura non più come acquisto una tantum ma come servizio in abbonamento. Il mercato dell’high performance computing as a Service (HPCaaS) è indicativo: Precedence Research prevede che nel 2025 raggiungerà circa 41,3 miliardi di dollari, con l’obiettivo di arrivare a circa 72,12 miliardi entro il 2034 a un tasso di crescita atteso del 6,4% annuo.

Il modello “as-a-service” permette alle aziende di accedere on-demand all’adeguata capacità computazionale, ridurre la spesa in CAPEX, migliorare la scalabilità e concentrare le risorse sul business. Per il Canale, questo significa un cambiamento profondo: è il momento di modellare offerte gestite con service level agreement (SLA) definiti in termini di disponibilità, performance e sicurezza, costruendo relazioni durature con i clienti.

Architettura di memoria (ma anche delivery) avanzata

Quando si combinano architetture CXL e modelli di delivery “as a service”, il partner diventa ancora più centrale. I clienti non richiedono solo una piattaforma veloce e gestibile in pool, ma vogliono anche accesso rapido, operatività, monitoraggio e aggiornamento continuo. Il partner può proporre appliance CXL integrate, definire la roadmap di migrazione, implementare servizi gestiti 24/7, proporre modelli finanziari basati sul consumo, offrire analisi dei workload e governance dei dati.

In questo panorama, il Canale diventa il vero orchestratore dell’innovazione: valuta infrastruttura, coordina servizi, gestisce vendor e assicura compliance. Il business dell’infrastruttura evolve: hardware, software e servizi si combinano in un’offerta unica, pronta per l’AI, l’HPC e il computing distribuito.

Le sfide e i rischi per il Canale

Le opportunità sono molteplici, ma per coglierle i partner devono essere pronti per affrontare alcune sfide significative. Le architetture CXL sono ancora in fase di maturazione: standard in evoluzione, ecosistemi hardware-software che si consolidano, interoperabilità da verificare. Questo richiede investimenti in formazione, in infrastruttura dimostrativa e in certificazioni.

Sul versante dei servizi, passare da un modello vendita spot a ricavi ricorrenti implica trasformazione organizzativa, nuovi processi, strumentazione per il monitoraggio, sistemi di gestione dei servizi e relazione continua con il cliente.

Il partner deve affrontare anche la governance dei dati, la sicurezza distribuita e la compliance, elementi sempre più richiesti dalle imprese.

Edge e integrazione

L’evoluzione non riguarda solo i data center centrali: edge computing, infrastrutture di prossimità, modelli ibridi cloud-on-premise-edge stanno guadagnando terreno. Anche in questi scenari, le architetture di memoria e interconnect CXL e i modelli “as-a-service” trovano applicazione. Il carico dell’edge richiede soluzioni che gestiscano memoria, latenza, distribuzione e interconnessione.

Il partner deve estendere la propria competenza al disegno di soluzioni distribuite, modulare l’offerta per ambienti disaggregati e, se è il caso, sapere anche gestire in modalità servizio infrastrutture periferiche. Questo apre ulteriori ambiti per la monetizzazione: hardware rugged, connettività, orchestrazione, monitoraggio e servizi gestiti.

Il partner, un facilitatore della trasformazione

Il ruolo del Canale in questa fase va più in profondità: è l’integratore di architettura CXL, l’erogatore di piattaforme “as-a-service” e il cardine di una relazione che si protrae nel tempo. È l’elemento abilitante e un fattore di fiducia per tutti quei clienti che non cercano più solo le migliori apparecchiature, ma soluzioni chiavi in mano che risolvano problemi di memoria, latenza, capacità, scalabilità, governance e sicurezza.

La partnership assume quindi un aspetto più strutturale: vendor hardware e software devono collaborare con il Canale per creare soluzioni verticali e offerte gestite che rispondano a esigenze specifiche di settore. Il Canale contribuisce a valutare processi, definire roadmap, gestire modelli contrattuali e monitorare performance nel tempo.

Un’infrastruttura sempre più intelligente

Nel nuovo paradigma del computing moderno, l’infrastruttura è un abilitatore di innovazione. Oggi, le aziende cercano di andare oltre la pura potenza e ottenere un’infrastruttura modulare, gestita e consumabile. Per questo non puntano sulla modernizzazione delle apparecchiature possedute, ma stanno ridefinendo il modo in cui consumano e gestiscono risorse IT. Il Canale la ha l’opportunità di assumere un ruolo strategico e avviare un rapporto che si consolida nel tempo. A tal fine, il partner deve evolvere da semplice esecutore ad attore capace di abilitare un computing che sia più potente e più veloce, ma anche più consumabile, più gestito, più flessibile. In sostanza, più intelligente.

Come capitalizzare CXL e delivery gestita

I dati relativi al mercato globale delle appliance CXL mostrano come le infrastrutture di memoria avanzata non sono più una nicchia, ma stanno diventando mainstream. Se si aggiunge la crescita dei modelli di infrastructure as a service, si delinea una chiara opportunità per il Canale: offrire soluzioni complete CXL-enabled con modalità a consumo, integrando hardware, software, tuning e monitoraggio. Ciò consente di raggiungere anche aziende che normalizzano la spesa in OPEX invece che CAPEX, rafforza la relazione con il cliente finale e genera ricavi ricorrenti. Il mercato è altamente competitivo e per differenziarsi, diventando attore centrale dell’ecosistema tecnologico, un partner deve saper costruire marketplace verticali, includendo modelli AI, dataset e connettori specifici.

Le competenze chiave per i partner

I partner che intendono cavalcare il cambiamento devono sviluppare un set di competenze specifiche.

  • Acquisire una profonda conoscenza delle architetture CXL (moduli, switch, pooling della memoria, standard interconnect) e delle implicazioni che questi design hanno sui workload AI e HPC.
  • Saper valutare gli ambienti applicativi del cliente, definire la strategia di migrazione, implementare tuning dei sistemi e garantire che la piattaforma funzioni in linea con obiettivi di latenza, throughput e scalabilità.
  • Acquisire, nella transizione verso il modello infrastruttura come servizio, abilità nella progettazione di contratti ricorrenti, definizione di SLA, monitoraggio continuo e gestione operativa.
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