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La nuova frontiera ICT della logistica

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Negli ultimi anni, la logistica ha visto trasformare il proprio ruolo da funzione di supporto ad asset strategico per il business. Le crisi geopolitiche, le interruzioni delle catene di approvvigionamento, la volatilità della domanda e la crescita dell’e-commerce hanno infatti evidenziato la necessità di una gestione più intelligente e data-driven dei flussi logistici.

La supply chain moderna si configura, perciò, sempre più come una rete digitale interconnessa in cui ERP, sistemi di Warehouse management (WMS), Transportation management system (TMS), piattaforme cloud, sensori IoT e strumenti di analytics collaborano in tempo reale. Questo comporta che il dato diventi il principale fattore produttivo e la qualità delle informazioni rappresenti la base per decisioni rapide e affidabili.

La conferma arriva dai dati raccolti da Gartner: negli ultimi tre anni, oltre il 90% delle organizzazioni che operano nella supply chain ha avviato o completato iniziative di trasformazione digitale. Non solo. L’86% dei responsabili logistici utilizza già almeno una tecnologia mainstream dedicata alla gestione della supply chain, mentre soltanto il 14% continua ad affidarsi prevalentemente a processi manuali supportati da strumenti tradizionali. Le priorità indicate dai leader del settore riguardano l’automazione, la digitalizzazione dei processi e il miglioramento dell’esperienza cliente attraverso una maggiore visibilità e capacità di risposta.

Il ruolo dell’ICT nella visibilità end-to-end

Uno dei principali obiettivi della digitalizzazione è la creazione di una supply chain maggiormente controllabile e trasparente. Le imprese cercano una visibilità end-to-end che permetta di monitorare merci, ordini, mezzi di trasporto e personale lungo l’intero ciclo logistico.

Grazie alla possibilità di integrare informazioni provenienti da soggetti diversi della filiera, le tecnologie cloud stanno accelerando questa evoluzione. Sensori IoT, RFID, dispositivi GPS e piattaforme di monitoraggio in tempo reale consentono di raccogliere enormi quantità di dati operativi che vengono successivamente elaborati mediante algoritmi di machine learning e strumenti di business intelligence.

Il mercato delle soluzioni dedicate alla supply chain visibility continua infatti a crescere. Secondo recenti analisi di settore, il comparto globale delle piattaforme dedicate ha raggiunto un valore di circa 6,6 miliardi di dollari nel 2025 e potrebbe superare i 15 miliardi entro il 2035, sostenuto dalla crescente domanda di monitoraggio in tempo reale, gestione dei rischi e ottimizzazione delle operazioni.

Per i CFO questo significa maggiore controllo sui costi logistici e sul capitale circolante. Ai CTO consente invece di costruire architetture tecnologiche interoperabili e scalabili. Mentre per i CEO rappresenta la possibilità di aumentare la resilienza aziendale e migliorare il livello di servizio verso clienti e partner.

Workforce scheduling: dalla pianificazione statica all’ottimizzazione intelligente

Se la digitalizzazione delle merci è ormai una priorità consolidata, la gestione digitale delle persone sta emergendo come il nuovo terreno competitivo della logistica.

Magazzini, hub distributivi e reti di trasporto operano in ambiti caratterizzati da forte variabilità della domanda, picchi stagionali e crescente pressione sui tempi di consegna. Il workforce scheduling tradizionale, basato su fogli di calcolo se non addirittura su pianificazioni manuali, mostra limiti evidenti.

Le moderne piattaforme Workforce management (WFM) utilizzano tecnologie cloud, algoritmi predittivi e intelligenza artificiale per pianificare turni, assegnazioni e carichi di lavoro in funzione della domanda prevista e delle capacità disponibili.

L’integrazione tra WMS, TMS e sistemi di workforce scheduling consente di adattare dinamicamente le risorse alle esigenze operative. Attraverso modelli previsionali alimentati da dati storici, informazioni commerciali e variabili esterne, le aziende possono stimare con maggiore precisione i volumi di lavoro e pianificare il personale in modo più efficiente.

Il risultato è una riduzione degli straordinari, un migliore impiego delle risorse e un incremento della produttività. Allo stesso tempo, una pianificazione più equilibrata contribuisce a migliorare l’esperienza dei lavoratori, aspetto sempre più rilevante in un settore che deve affrontare carenza di competenze e difficoltà di recruiting.

AI e automazione entrano in magazzino

L’intelligenza artificiale sta rapidamente diventando il motore dell’evoluzione digitale della supply chain. Gartner prevede che la spesa per software di supply chain management dotati di funzionalità di agentic AI passerà da meno di 2 miliardi di dollari nel 2025 a circa 53 miliardi di dollari entro il 2030.

L’AI viene utilizzata per ottimizzare la previsione della domanda, la gestione delle scorte, il routing dei trasporti e la pianificazione delle attività operative. Nel contesto del workforce scheduling, gli algoritmi possono suggerire automaticamente la migliore allocazione delle risorse umane in funzione dei livelli di servizio richiesti, delle competenze disponibili e dei vincoli normativi.

Parallelamente cresce il ruolo della robotica e dell’automazione nei centri logistici. Gartner stima che entro il 2030 l’80% delle persone interagirà quotidianamente con robot intelligenti e che un responsabile della supply chain su venti gestirà prevalentemente flotte robotiche anziché team umani.

Questa trasformazione non implica la sostituzione della forza lavoro, ma una sua evoluzione. Gli operatori diventano supervisori di processi automatizzati, mentre le piattaforme digitali assumono il compito di orchestrare attività, risorse e flussi informativi.

L’Augmented connected workforce come nuovo paradigma

Tra le principali tendenze tecnologiche emerge il concetto di Augmented connected workforce. Si tratta di un approccio che utilizza strumenti digitali per aumentare la capacità decisionale e operativa dei lavoratori attraverso informazioni contestuali, procedure digitalizzate e assistenza intelligente.

Dispositivi mobili, wearable device, realtà aumentata e applicazioni collaborative consentono agli operatori logistici di ricevere istruzioni in tempo reale, ridurre gli errori e accelerare i processi di formazione. La digitalizzazione delle procedure operative permette inoltre di standardizzare le attività e ridurre la dipendenza dall’esperienza individuale.

In un mercato caratterizzato da crescente carenza di competenze, queste tecnologie rappresentano una risposta concreta alla necessità di aumentare produttività e qualità operativa senza incrementare proporzionalmente il personale.

Le sfide per CEO, CIO e CTO

La crescente digitalizzazione introduce però nuove complessità tecnologiche. L’integrazione di sistemi eterogenei, l’apertura delle piattaforme verso partner esterni e l’adozione di architetture cloud aumentano la superficie di attacco informatica.

Per i responsabili ICT diventa quindi fondamentale adottare strategie di cybersecurity che includano autenticazione avanzata, monitoraggio continuo, segmentazione delle reti e protezione delle API utilizzate per lo scambio di dati tra attori della supply chain. Senza dimenticare che le normative, come la NIS 2, impongono la verifica in prima persona del livello di cybersecurity della supply chain.

Parallelamente emerge il tema della governance dei dati. Molte organizzazioni dispongono ancora di informazioni frammentate in sistemi legacy che limitano la capacità di generare insight affidabili. La qualità del dato rimane un prerequisito indispensabile per sfruttare efficacemente analytics avanzati e intelligenza artificiale.

Per CEO, CTO e CFO la sfida sta nel definire priorità, governance e modelli organizzativi capaci di massimizzare il ritorno degli investimenti tecnologici. La soluzione per affrontare la volatilità e la nuove aspettative del mercato è riuscire a integrare dati, persone e processi all’interno di un ecosistema digitale.

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