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Historian industriale: cos’è e a cosa serve

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La crescente digitalizzazione degli impianti industriali sta trasformando i dati operativi in una risorsa essenziale per migliorare efficienza, qualità e continuità produttiva. Sensori, PLC, sistemi SCADA, DCS, macchine utensili, robot e dispositivi connessi possono produrre continuamente grandi quantità di informazioni relative a temperature, pressioni, vibrazioni, consumi energetici, velocità, stati macchina e parametri di processo.
Raccogliere questi dati, tuttavia, rappresenta solo il primo passaggio. Per poterli utilizzare è necessario conservarli mantenendo una precisa relazione temporale, recuperarli rapidamente anche a distanza di anni e renderli disponibili alle applicazioni che devono analizzarli. È questa la funzione principale di un historian industriale, spesso indicato anche come process historian o data historian.

Che cos’è un historian industriale

Un historian è una piattaforma software progettata specificamente per raccogliere e memorizzare grandi quantità di dati industriali associando ogni valore a un preciso riferimento temporale.
A differenza di un database tradizionale, utilizzato prevalentemente per gestire transazioni o informazioni strutturate, un historian è ottimizzato per acquisire con elevata frequenza sequenze di dati provenienti direttamente dai sistemi di produzione.
Un sensore può, per esempio, inviare migliaia di misurazioni della temperatura durante un turno produttivo. L’historian conserva queste informazioni insieme al relativo timestamp e permette successivamente di ricostruire l’andamento della variabile nel tempo.
Il sistema può inoltre applicare algoritmi di compressione che riducono la quantità di dati da memorizzare senza perdere le variazioni significative del processo. Questa caratteristica consente di conservare serie storiche molto estese limitando l’occupazione dello storage e mantenendo elevate prestazioni nelle interrogazioni.

Come vengono raccolti i dati industriali

Gli historian possono acquisire informazioni da una vasta gamma di sorgenti OT: PLC, SCADA, DCS, sistemi di controllo, sensori IIoT, contatori energetici e apparecchiature di produzione.
La comunicazione può utilizzare protocolli industriali specifici oppure standard come OPC UA, che permette di rendere interoperabili dispositivi e applicazioni appartenenti a produttori differenti.
Durante l’acquisizione, ogni variabile viene normalmente associata a un identificativo, a un timestamp e a informazioni che ne descrivono qualità e stato. Il risultato è una base dati cronologica attraverso la quale è possibile ricostruire con precisione ciò che è avvenuto all’interno dell’impianto.
L’historian può essere installato direttamente nello stabilimento, in prossimità dei sistemi OT, oppure essere integrato con infrastrutture edge e cloud. Le architetture più moderne prevedono spesso una combinazione dei diversi approcci: la raccolta dei dati rimane vicina alla produzione mentre copie, aggregazioni o serie storiche selezionate vengono trasferite verso piattaforme centrali utilizzate per analytics e applicazioni enterprise.

A cosa serve un historian industriale

La funzione più immediata consiste nell’analisi storica del processo produttivo. Confrontando l’andamento nel tempo delle variabili è possibile individuare anomalie, correlazioni e deviazioni rispetto alle condizioni operative normali.
Se una macchina presenta un guasto, per esempio, l’historian permette di analizzare ciò che è accaduto nelle ore o nei giorni precedenti, verificando variazioni di temperatura, pressione, vibrazione o assorbimento elettrico. La stessa logica può essere utilizzata per confrontare produzioni differenti e identificare le condizioni che determinano una maggiore qualità del prodotto.
Le serie storiche diventano inoltre una base importante per la manutenzione predittiva. L’analisi delle variazioni progressive di determinati parametri può consentire di individuare segnali di deterioramento prima che si verifichi un fermo macchina.
Un altro ambito significativo riguarda il monitoraggio energetico. Associando consumi, condizioni operative e volumi produttivi è possibile valutare l’efficienza di macchine, linee o stabilimenti e individuare aree nelle quali ridurre sprechi e costi.

La differenza tra historian, SCADA e MES

Historian, SCADA e MES svolgono funzioni differenti, anche se spesso lavorano sugli stessi dati.
Lo SCADA viene utilizzato principalmente per supervisionare e controllare in tempo reale macchine e processi. Il MES gestisce invece aspetti legati all’esecuzione della produzione, come ordini, avanzamento, materiali, qualità e tracciabilità.
L’historian si concentra sulla dimensione temporale del dato. Il suo compito è preservare nel tempo ciò che è successo all’interno dell’impianto e permettere di recuperare rapidamente queste informazioni.
Per questo motivo viene frequentemente utilizzato come livello dati condiviso tra automazione e sistemi IT, alimentando dashboard, applicazioni di business intelligence, piattaforme di asset performance management e strumenti di analisi avanzata.

Dal dato storico all’Industrial AI

L’evoluzione verso l’Industrial Internet of Things e l’intelligenza artificiale ha ulteriormente ampliato il ruolo degli historian.
Gli algoritmi di machine learning necessitano di quantità significative di dati storici per identificare correlazioni e costruire modelli predittivi. Un historian che contiene anni di informazioni relative al comportamento degli impianti può quindi rappresentare una delle principali fonti dati per applicazioni di Industrial AI.
Il valore dipende però dalla qualità delle informazioni conservate. Dati incompleti, timestamp incoerenti, sensori non calibrati o tag descritti in modo poco uniforme possono compromettere l’affidabilità delle successive analisi. Diventa quindi importante affiancare alla raccolta una corretta gestione del contesto industriale, collegando le singole variabili a macchine, linee, prodotti e condizioni operative.

Un’infrastruttura dati sempre più centrale nella fabbrica digitale

Nelle prime implementazioni gli historian erano spesso utilizzati prevalentemente da tecnici di processo e responsabili dell’automazione. Oggi i dati che contengono possono essere utilizzati da un numero molto più ampio di applicazioni.
Produzione, manutenzione, qualità, energy management, analytics e sistemi AI possono accedere alle stesse serie storiche per costruire modelli differenti dello stesso processo industriale.
Questo rende l’historian uno degli elementi infrastrutturali che permettono di collegare il mondo OT con le piattaforme IT senza modificare la funzione dei sistemi di controllo. La capacità di trasformare milioni di misurazioni generate continuamente dagli impianti in una memoria strutturata del processo produttivo rappresenta infatti il punto di partenza per analizzare ciò che è successo, comprendere perché è successo e, sempre più spesso, prevedere ciò che potrebbe accadere.

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