Il rapido mutamento del panorama ICT, spinto dalla continua evoluzione tecnologica e dall’incremento delle minacce informatiche, impone alle imprese di rivedere le proprie strategie di archiviazione dati per garantire protezione, continuità operativa e flessibilità. La scelta tra infrastrutture on-premise, soluzioni cloud e modelli ibridi non riguarda solamente l’adozione di tecnologie all’avanguardia, ma implica anche una valutazione approfondita degli aspetti economici, organizzativi e di compliance. In questo scenario, il business manager, deve individuare la soluzione più idonea alle esigenze specifiche della propria realtà dovendo bilanciare investimenti in hardware, spese operative e la necessità di garantire una protezione costante contro rischi e vulnerabilità, in linea con le normative vigenti.
Il modello on-premise: controllo totale e investimenti diretti
Le soluzioni on-premise continuano a rappresentare una scelta strategica per quei settori che richiedono un controllo completo sulle infrastrutture e sui dati sensibili, dove le aziende dispongono della completa proprietà delle infrastrutture hardware e dei relativi processi di sicurezza. Dotarsi di data center interni consente di personalizzare le configurazioni e le politiche di sicurezza, offrendo una gestione “in house” che, in alcuni ambiti risulta indispensabile per rispettare normative rigorose (come quello finanziario, sanitario e della Pubblica Amministrazione). Tuttavia, la gestione di sistemi on-premise comporta investimenti iniziali elevati e una spesa operativa costante, dovuta anche all’aggiornamento periodico di hardware e software.
Le implicazioni in termini di costi operativi e di capitale rappresentano un fattore critico, soprattutto per le PMI che non dispongono delle risorse necessarie per sostenere infrastrutture complesse.
Il cloud: flessibilità, scalabilità e sicurezza dinamica
Dall’altra parte, le soluzioni cloud offrono un’alternativa dinamica e scalabile, in grado di garantire elevati standard di sicurezza attraverso l’adozione di sistemi aggiornati in tempo reale e la gestione condivisa della sicurezza tra provider e azienda.
I principali provider, infatti, investono in tecnologie di crittografia avanzata, autenticazione multifattoriale e monitoraggio in tempo reale, garantendo che le risorse siano sempre protette contro le minacce emergenti.
Il Flexera 2023 State of the Cloud Report ha evidenziato come il 76% delle organizzazioni intervistate abbia registrato benefici rilevanti nella gestione dei costi operativi grazie alla migrazione verso il cloud, inclusi quelli collegati alla sicurezza dei dati.
Inoltre, il modello di spesa pay-per-use tipico del cloud consente alle imprese di adeguare gli investimenti alle effettive necessità operative, eliminando oneri iniziali massicci e rendendo la gestione finanziaria più flessibile.
L’archiviazione ibrida: il meglio di entrambi i mondi
Per molte organizzazioni, l’adozione di un modello ibrido rappresenta la soluzione ottimale, in quanto consente di sfruttare le peculiarità di entrambi gli approcci. Integrando infrastrutture on-premise con servizi cloud, le aziende possono ottenere il meglio di entrambi i mondi: da un lato, il controllo diretto sui dati più critici e la personalizzazione tipici delle infrastrutture locali, dall’altro la scalabilità, la flessibilità e la capacità di risposta rapida agli incidenti offerte dai servizi cloud.
In contesti in cui la localizzazione geografica dei dati assume un’importanza cruciale per la conformità normativa, la scelta di soluzioni cloud private o ibride permette di scegliere dove e come conservare le informazioni sensibili, pur beneficiando della potenza e della resilienza operativa del cloud pubblico.
La continua evoluzione del settore ICT porta con sé l’adozione di tecnologie emergenti che stanno rivoluzionando il modo di archiviare e proteggere i dati. L’impiego di intelligenza artificiale e machine learning, per esempio, consente di analizzare in tempo reale enormi volumi di dati, rilevando comportamenti anomali e intervenendo prontamente per contenere potenziali minacce. Soluzioni di backup e disaster recovery basate su algoritmi predittivi migliorano la capacità di risposta delle infrastrutture, riducendo significativamente i tempi di ripristino dopo un attacco o un guasto tecnico.
L’approccio integrato garantisce resilienza e competitività
La costante trasformazione nel panorama delle architetture per l’archiviazione dei dati richiede una visione strategica che consideri non solo l’aspetto tecnologico, ma anche le implicazioni economiche e normative. La crescente complessità degli ambienti digitali e la diffusione di attacchi informatici mirati hanno spinto il settore a innovare, sviluppando soluzioni sempre più sofisticate e integrate.
Le organizzazioni che sapranno bilanciare con attenzione il controllo offerto dall’on-premise e la flessibilità del cloud, sfruttando al meglio le potenzialità dei modelli ibridi, saranno in grado di garantire continuità operativa e protezione dei dati, elementi imprescindibili per navigare con successo in un mercato altamente competitivo.
In un’epoca in cui la sicurezza informatica è al centro delle preoccupazioni manageriali, scegliere il giusto mix di soluzioni tecnologiche diventa quindi una priorità per chi intende non solo proteggere i propri asset, ma anche valorizzare le opportunità di innovazione e crescita offerte dalla trasformazione digitale. In tale contesto, un approccio integrato, capace di coniugare la solidità del controllo interno con la dinamicità delle tecnologie cloud, rappresenta una scelta strategica destinata che si configura non soltanto come una risposta alle esigenze attuali, ma come un investimento a lungo termine in grado di garantire resilienza e competitività in un ecosistema digitale in costante trasformazione.
Le 10 best practice per l’archiviazione sicura
Indipendentemente dall’approccio scelto, la sicurezza dell’archiviazione dei dati deve basarsi su un framework solido. Ecco le 10 pratiche da cui non è possibile prescindere.
- Crittografia e tokenizzazione dei dati: proteggere i dati a riposo e in transito con crittografia avanzata per evitare accessi non autorizzati e adottare tecniche avanzate di mascheramento per limitare l’accesso ai dati reali senza comprometterne l’usabilità.
- Controllo degli accessi ai dati Zero Trust: presupporre che nessun utente o dispositivo sia implicitamente affidabile e implementare il principio del minimo privilegio e l’autenticazione a più fattori per proteggere l’accesso ai dati sensibili.
- Backup regolari e sicuri: effettuare copie di backup frequenti, conservandole in più luoghi e proteggendole con crittografia per prevenire perdita di dati.
- Implementazione di politiche di retention: definire e applicare politiche di conservazione e cancellazione dei dati per rispettare i requisiti normativi e ridurre i rischi.
- Monitoraggio dell’integrità dei dati: utilizzare strumenti di controllo per verificare che i dati archiviati non subiscano alterazioni non autorizzate.
- Protezione contro ransomware e malware: adottare soluzioni di rilevamento e prevenzione per evitare attacchi che possano compromettere i dati archiviati.
- Segmentazione dell’archiviazione: organizzare i dati in compartimenti separati per ridurre il rischio di compromissione generalizzata in caso di attacco.
- Gestione sicura del ciclo di vita dei dati: garantire che i dati vengano archiviati, utilizzati e smaltiti secondo le migliori pratiche di sicurezza.
- Conformità alle normative di protezione dei dati: assicurarsi che le soluzioni di archiviazione rispettino regolamenti come GDPR, ISO 27001 e altre normative settoriali.
- Test e simulazioni di recovery: eseguire periodicamente prove di ripristino dei dati per assicurarsi che i backup siano efficaci e accessibili in caso di emergenza.

