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Manifattura intelligente: cresce la difesa IT/OT con l’AI

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La trasformazione digitale dell’industria manifatturiera accelera la convergenza tra ambienti IT e OT, creando nuove superfici esposte ai rischi cyber. È quanto emerge dal decimo rapporto “State of Smart Manufacturing” di Rockwell Automation, realizzato coinvolgendo oltre 1.500 aziende manifatturiere in 17 Paesi chiave.

Dal documento si evince come la sicurezza informatica sia uscita dalla sfera puramente tecnica per diventare leva strategica di continuità operativa: il 30% degli intervistati indica la cybersecurity tra i rischi esterni più critici, seconda soltanto alle pressioni legate a inflazione e contesto economico.

L’integrazione dei sistemi industriali intelligenti mette in dialogo asset tradizionalmente separati in fabbrica – impianti di produzione e infrastrutture IT – configurando architetture convergenti nelle quali rilevare, contenere e rispondere tempestivamente agli attacchi risulta più complesso. Anche per questo motivo un intervistato su tre dichiara di avere responsabilità dirette sulla sicurezza in ambito congiunto IT/OT.

AI e machine learning: tecnologie sempre più determinanti

Nel nuovo scenario della manifattura smart, intelligenza artificiale (AI) e machine learning (ML) vengono adottate come strumenti abilitanti per la protezione in tempo reale: il 61% dei professionisti IT e cybersecurity prevede di introdurre sistemi basati su queste tecnologie entro l’anno, con un tasso di adozione superiore di dodici punti rispetto al comparto industriale nel suo complesso.

Un ulteriore dato sottolinea lo spostamento dell’attenzione verso un approccio data-driven alla sicurezza: il 38% delle aziende utilizzerà i dati raccolti dai sistemi connessi per incrementare i propri livelli di protezione, mentre il 48% degli intervistati considera la difesa delle architetture convergenti come principale ambito di investimento e miglioramento nei prossimi cinque anni.

L’urgenza delle competenze cybersecurity nella nuova fabbrica

Il report mette in luce come la maturità delle pratiche cyber sia correlata anche alla dimensione aziendale: nelle realtà con fatturato superiore a 30 miliardi di dollari, il 53% degli intervistati attribuisce priorità assoluta alle competenze e agli standard di sicurezza (contro il 47% generale).

Resta tuttavia il nodo della forza lavoro. La carenza di profili specializzati, i costi crescenti e le difficoltà di formazione frenano la competitività, spingendo le aziende a ricercare figure con background in cybersecurity e capacità analitiche. Il tema delle competenze diventa quindi un pilastro della resilienza industriale e dell’adozione consapevole delle tecnologie smart.

Cybersecurity come pilastro abilitante della smart manufacturing

“Non è più solo un tema di prevenzione, ma di fiducia nel cambiamento”: con queste parole Stephen Ford, vice president e CISO di Rockwell Automation, sintetizza un cambiamento culturale che sta ridefinendo le priorità dell’industria manifatturiera.

L’integrazione di sistemi intelligenti, la centralità del dato e l’utilizzo dell’AI non possono prescindere da un solido sistema di sicurezza in grado di proteggere gli impianti, garantire la continuità produttiva e sostenere la crescita in scenari competitivi in rapida evoluzione.

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