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Italia hub strategico per i data center in Europa spinti dall’AI

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Il nuovo report di BCS Consultancy, intitolato The New Rules of Data Centre Growth: Not If, But How, fotografa un cambiamento senza precedenti nel settore dei data center. L’intelligenza artificiale è il principale motore di questa trasformazione, spingendo la domanda a livelli mai registrati prima e ridefinendo i criteri con cui gli investitori guardano al mercato europeo.

Tra i dati emersi dal sondaggio condotto su oltre 3.000 professionisti del settore spicca il ruolo dell’Italia, che si posiziona come mercato chiave grazie a un miglioramento delle prospettive di sviluppo a Milano e Roma, alla stabilità geopolitica e a un percorso coerente verso la sostenibilità energetica.

Domanda in crescita e portafogli in espansione

Il 92% dei manager del settore prevede un incremento della domanda di data center nei prossimi dodici mesi. Tutti gli sviluppatori intervistati dichiarano di essere già impegnati ad ampliare il proprio portafoglio per far fronte a questa necessità.

Il report mette in evidenza come il boom dell’IA sia il driver principale di questo trend. Tuttavia, emerge anche un forte gap infrastrutturale: l’85% delle strutture non è ancora pronto a supportare i requisiti di potenza e densità richiesti dalle applicazioni basate sull’intelligenza artificiale. Già nel 2025, un quarto degli operatori prevede di raggiungere densità per rack di 12-15 kW, valori che ridisegnano gli standard del settore.

Carenza di competenze e impatto sui costi

Il sondaggio sottolinea una criticità che riguarda tutta l’Europa: la carenza di competenze. Il 97% dei professionisti segnala una riduzione dell’offerta di figure qualificate proprio mentre la domanda cresce. I ruoli di progettazione e ingegneria sono i più colpiti, con conseguenze concrete: ritardi nei progetti per il 58% degli operatori, aumento dei costi di manodopera per l’81% e sovraccarico del personale per il 73%. Una combinazione che incide direttamente sulla sostenibilità economica delle infrastrutture.

Italia tra stabilità geopolitica e crescita delle città strategiche

Uno dei punti più interessanti del report riguarda la centralità dell’Italia nel nuovo scenario. Milano e Roma sono indicate come aree in forte espansione, capaci di attrarre nuovi investimenti grazie a un miglior accesso al territorio e a un ecosistema infrastrutturale in evoluzione.

Un altro elemento determinante è la stabilità geopolitica. Per il 61% degli investitori rappresenta oggi un fattore prioritario nella scelta della localizzazione di un data center, quasi il doppio rispetto alla precedente rilevazione. L’Italia si propone quindi come destinazione sicura e affidabile per progetti di lungo termine.

Jim Hart, CEO di BCS Consultancy, ha commentato: «Stiamo entrando in una nuova fase per il settore dei data center e l’Italia è un mercato cruciale da tenere d’occhio. Le aree di Milano e Roma offrono opportunità senza precedenti per attrarre la prossima ondata di investimenti».

Sostenibilità come leva di attrattività

La ricerca mette in rilievo anche l’impatto dei criteri ESG e della transizione energetica. Il 91% degli operatori prevede di coprire il 90% del proprio fabbisogno da fonti rinnovabili entro i prossimi dieci anni. L’allineamento dell’Italia agli obiettivi europei di sostenibilità rafforza ulteriormente l’attrattività del Paese.

Luca D’Alleva, Head of Service Italia e Iberia di BCS Consultancy, ha sottolineato: «La crescita dell’intelligenza artificiale e la necessità di infrastrutture resilienti e sostenibili stanno creando un’opportunità storica. Con il miglioramento dell’accesso al territorio e l’impegno verso le energie rinnovabili, l’Italia ha le condizioni per diventare un hub centrale nel mercato europeo dei data center».

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