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Fixxy 2025: in Italia ogni 7 secondi si danneggia un dispositivo tech

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Un’Italia sempre più digitale, ma incredibilmente fragile. Ogni sette secondi nel nostro Paese un dispositivo tecnologico personale subisce un danno o si rompe definitivamente. Smartphone caduti in mare, tablet dimenticati al sole, laptop sepolti dalla sabbia: la tecnologia che ci accompagna quotidianamente si rivela sorprendentemente vulnerabile, soprattutto nei mesi estivi.

A fotografare questa realtà è l’Osservatorio Fixxy che ha analizzato nel primo semestre 2025, le abitudini e i comportamenti degli italiani nei confronti dei propri dispositivi tecnologici. I numeri sono impressionanti e raccontano di un Paese che, pur essendo sempre più dipendente dalla tecnologia, si dimostra impreparato a proteggerla.

La strage silenziosa dei dispositivi

I dati dell’Osservatorio rivelano una vera e propria “strage silenziosa” che colpisce ogni anno oltre 4 milioni di dispositivi. Nel dettaglio, più di 3 milioni di smartphone vengono danneggiati annualmente, seguiti da 700.000 tablet e 500.000 laptop. Una carneficina tecnologica che ha ripercussioni economiche e sociali non indifferenti.

Il problema non è solo quantitativo, ma anche qualitativo. Quasi il 70% degli utenti italiani non dispone di alcun servizio di assistenza o protezione che estenda la garanzia del produttore in caso di danni o guasti. Una scelta che si rivela spesso costosa: 1 utente su 3 abbandona un dispositivo rotto per i costi eccessivi o la burocrazia della riparazione.

Lionello Guelfi, CEO e founder di Fixxy
Lionello Guelfi, CEO e founder di Fixxy

“La protezione dei dispositivi è un tema sottovalutato, ma centrale – spiega Lionello Guelfi, CEO e founder di Fixxy –. Ogni giorno assistiamo a persone che perdono dati, tempo e denaro per colpa di un sistema obsoleto. Con Fixxy vogliamo ribaltare il paradigma e offrire una protezione semplice, trasparente e flessibile, alla portata di tutti.”

Il paradosso delle garanzie: vendute ma non capite

L’indagine mette in luce un paradosso preoccupante nel mercato delle estensioni di garanzia. Oltre l’85% delle estensioni viene venduto in modalità “push” insieme al dispositivo, spesso in modo frettoloso e poco trasparente. Il risultato? Il 45% degli intervistati dichiara di non capire esattamente cosa copra la propria estensione di garanzia.

Non solo: il 78% degli utenti lamenta la mancanza di soluzioni davvero flessibili. L’offerta tradizionale si presenta standardizzata e non modificabile dopo l’acquisto, creando una rigidità che mal si adatta alle esigenze reali degli utenti.

La domanda di innovazione è evidente: l’89% vorrebbe una gestione interamente digitale via app o web, mentre il 71% preferirebbe pagare un piccolo abbonamento mensile invece di una somma anticipata per una copertura rigida e pluriennale.

Estate: incubo tecnologico

Se i dispositivi tecnologici sono vulnerabili tutto l’anno, l’estate si conferma la stagione più pericolosa. Solo tra giugno e agosto si concentra il 40% dei danni annui a smartphone, tablet e laptop. Sabbia, acqua, selfie spericolati e dimenticanze sotto il sole trasformano le vacanze in un incubo tecnologico.

L’Osservatorio ha catalogato i danni più comuni (e curiosi) dei mesi estivi:

  • Smartphone precipitati in mare, piscina o… sangria, con un +31% di danni da liquidi nei mesi estivi
  • Tablet dimenticati al sole che si surriscaldano irreversibilmente
  • Notebook infilati nello zaino da spiaggia, graffiati dalla sabbia
  • Fotocamere distrutte da pallonate, frisbee o droni impazziti
  • E il caso più curioso: un utente ha richiesto assistenza per un telefono finito nel barbecue

Generazioni a confronto: chi rompe di più?

L’analisi generazionale rivela comportamenti diversi ma ugualmente rischiosi. I giovani tra 18 e 34 anni si confermano i più “spericolati”: 1 su 2 ha danneggiato almeno un dispositivo negli ultimi 12 mesi. Cadute da tasche e selfie in movimento sono le cause principali dei loro incidenti tecnologici.

La fascia 35-54 anni si dimostra più attenta, ma spesso vittima di danni “da famiglia”: giocattoli, figli piccoli e gite rappresentano le principali minacce per i loro dispositivi.

Gli over 55 registrano meno incidenti ma anche meno protezione: solo il 22% ha un’estensione di garanzia attiva, un dato che testimonia un approccio forse più prudente ma anche meno consapevole delle nuove forme di protezione.

Il gender gap dei danni tech

Anche il genere influenza il tipo di danno subito. Le donne risultano più esposte a danni da liquidi: borsa, doccia e bicchieri rovesciati sono i principali nemici della loro tecnologia. Gli uomini, invece, subiscono più danni da caduta o impatto, spesso legati a tasche posteriori, attività sportive o uso della bicicletta.

Quando fido e micio diventano hacker

Un capitolo a parte meritano i nostri amici a quattro zampe. Negli ultimi 5 anni, cani e gatti in Italia hanno danneggiato quasi 2 milioni di dispositivi tra smartphone, tablet e PC, per una media di 400.000 danni all’anno. Un esercito di “hacker” involontari che con zampe, denti e coda contribuiscono alla strage tecnologica nazionale.

Verso una nuova consapevolezza digitale

I dati dell’Osservatorio Fixxy fotografano un’Italia che deve ancora maturare una vera consapevolezza digitale. La dipendenza crescente dalla tecnologia non si è ancora tradotta in una cultura della protezione e della prevenzione.

La richiesta di soluzioni più flessibili, trasparenti e digitali da parte degli utenti indica però una direzione chiara: il mercato della protezione tecnologica è pronto per un’evoluzione che metta al centro le reali esigenze degli utenti, abbandonando modelli obsoleti e poco trasparenti.

In un Paese dove ogni sette secondi si rompe un dispositivo, la protezione non è più un lusso ma una necessità. E forse è arrivato il momento di prenderne atto.

Perché serve un cambiamento?

Il mercato globale delle estensioni di garanzia tech vale 120 miliardi di euro oggi, e crescerà fino a 285 miliardi entro il 2032. Ma l’offerta rimane rigida, costosa e scarsamente orientata al cliente.

Fixxy, startup insurtech nata in Italia, propone un modello Direct-to-Consumer, ispirato agli abbonamenti streaming: pricing mensile da 2,49€, attivazione 100% online, personalizzazione massima, anche per device usati o ricondizionati.

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