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Le utility al centro della transizione energetica europea

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La transizione energetica europea sta accelerando, spinta da ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione e dalla crescente urgenza di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. L’Italia, come gran parte dell’Europa, si trova a un bivio: non può contare su un’espansione massiccia della rete come i Paesi in via di sviluppo, ma deve invece ottimizzare e digitalizzare le infrastrutture esistenti. In questo contesto, le utility si trovano al centro della trasformazione, agendo non solo come fornitori di energia, ma come orchestratori di ecosistemi energetici sempre più complessi e basati sui dati.

Secondo IDC Energy Insights, la transizione energetica ha spinto le utility a ripensare radicalmente il proprio ruolo e la propria proposta di valore: non possono più operare come produttori e distributori lineari di energia, ma devono diventare orchestratori digitali di sistemi energetici sempre più decentralizzati, decarbonizzati e data-driven. Questa trasformazione inizia con la costruzione di un “core digitale”, una base di piattaforme interoperabili e cloud-enabled che unificano dati, processi e intelligenza in tutta l’organizzazione, dagli asset alle interfacce con i clienti. Le ricerche di IDC sottolineano che questo core digitale sarà l’abilitatore di flessibilità, resilienza ed efficienza lungo tutta la catena del valore energetico, dalla generazione alla gestione della rete fino al coinvolgimento del cliente finale. Consentirà alle utility di integrare e ottimizzare l’universo in rapida espansione delle risorse energetiche distribuite (DER), tra cui impianti solari di prosumer, veicoli elettrici, sistemi di accumulo e carichi industriali flessibili.

Per sbloccare questo potenziale, le utility devono adottare un portafoglio di tecnologie di nuova generazione. L’automazione semplificherà le operazioni sul campo e la manutenzione degli asset, mentre l’intelligenza artificiale e il machine learning offriranno capacità predittive, anticipando la domanda, i guasti e gli squilibri di mercato. I Big Data Analytics permetteranno di trasformare l’enorme flusso di dati provenienti da sensori e clienti in informazioni utili per decisioni in tempo reale. Il cloud garantirà la scalabilità e l’agilità necessarie a gestire questi carichi complessi, favorendo cicli di innovazione più rapidi e una collaborazione estesa. Infine, la cybersicurezza non è solo una misura di protezione ma una capacità strategica, fondamentale per garantire fiducia in un contesto di crescente interdipendenza digitale.

Questa convergenza di capacità digitali dà vita a quella che IDC definisce la “utility intelligente”: un’impresa che sfrutta dati e automazione non solo per migliorare l’efficienza operativa, ma per coordinare l’intero ecosistema energetico, connettendo clienti, asset distribuiti e partner in reti di valore dinamiche e collaborative. Tale trasformazione non è una scelta tecnologica, ma un imperativo operativo per le utility che vogliono restare protagoniste nella transizione energetica europea.

La utility digitale: guidata dai dati e “distribuita”

Le utility europee non sono più solo gestori di rete, ma piattaforme che integrano e gestiscono i flussi energetici provenienti da milioni di risorse distribuite: impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo (BESS), veicoli elettrici (EV) e risorse di demand response. L’automazione e l’analisi dei dati stanno rivoluzionando la gestione delle reti elettriche: modelli di AI predittiva ottimizzano le prestazioni degli asset e anticipano i guasti, mentre piattaforme cloud migliorano l’interoperabilità dei dati e consentono il monitoraggio in tempo reale. La cybersicurezza diventa la spina dorsale della fiducia in questo ecosistema iperconnesso, garantendo resilienza contro minacce digitali sempre più sofisticate.

Valorizzare la rete esistente

In Europa e in particolare in Italia, contenimento dei costi e ottimizzazione sono cruciali. Le ricerche IDC mostrano che l’espansione intensiva della rete non può essere la soluzione di default. Le utility devono invece massimizzare la capacità delle infrastrutture esistenti attraverso digital twin, automazione e bilanciamento dei carichi assistito dall’AI. Sottostazioni intelligenti, asset sensorizzati ed edge computing permettono di visualizzare, simulare e ottimizzare le operazioni di rete in modo dinamico.

I mercati della flessibilità avranno un ruolo sempre più importante. Le utility stanno iniziando ad agire come coordinatori della flessibilità distribuita, incentivando clienti residenziali e commerciali a modificare i propri consumi o restituire energia accumulata alla rete. Questa democratizzazione della flessibilità rappresenta al tempo stesso una necessità operativa e un’opportunità di coinvolgimento del cliente.

I clienti al centro: da consumatori passivi a partecipanti attivi

Anche il lato cliente della transizione è profondamente trasformativo. Lo studio IDC PeerScape: Practices to Enable Utilities Customer Operations to Succeed in the Energy Transition mostra come le utility più avanzate stiano sviluppando piattaforme digitali che collegano clienti residenziali e C&I a nuovi servizi energetici: impianti solari, accumulo, ricarica EV e programmi di prezzo dinamico.

I consumatori residenziali diventano prosumer, partecipando attivamente al sistema energetico attraverso programmi di demand response. I clienti C&I, invece, utilizzano AI e analytics per una gestione energetica di precisione, riducendo costi, emissioni e migliorando la sostenibilità. Questo riflette un cambiamento più ampio, con un numero crescente di aziende che investono in strategie integrate di transizione energetica per decarbonizzare le operazioni e aumentare la competitività.

Il risultato è un sistema energetico più partecipativo, in cui il coinvolgimento dei clienti diventa fonte di flessibilità operativa, nuovi ricavi e valore sociale.

Ecosistemi e collaborazione: il nuovo vantaggio competitivo

Con la crescente digitalizzazione, la collaborazione negli ecosistemi diventa una capacità chiave. Le utility partecipano a ecosistemi multi-stakeholder che includono amministrazioni locali, regolatori, operatori di rete e industrie energivore come data center e hyperscaler. La crescita delle infrastrutture digitali in Europa sta rimodellando le reti locali, richiedendo una pianificazione coordinata per bilanciare sostenibilità e affidabilità.

IDC prevede che entro il 2026 oltre la metà delle utility europee parteciperà a ecosistemi intersettoriali per co-sviluppare servizi di flessibilità e marketplace energetici basati sui dati. Questi ecosistemi sono fondamentali per armonizzare gli standard dei dati, allineare gli incentivi e accelerare l’innovazione su larga scala.

Conclusione: dalla utility all’orchestratore dell’ecosistema energetico

La transizione energetica europea – e italiana – richiede non solo decarbonizzazione, ma anche digitalizzazione e democratizzazione. Le utility devono evolversi da gestori di asset fisici a orchestratori di ecosistemi energetici digitali, fondati su intelligenza, flessibilità e fiducia.

Le analisi di IDC Energy Insights evidenziano che l’adozione tecnologica non è un’opzione, ma l’unica via per un futuro energetico sicuro, accessibile e sostenibile. Sfruttando AI, automazione, analytics e cloud – e proteggendo la resilienza attraverso la cybersicurezza – le utility potranno valorizzare al massimo le risorse esistenti e guidare la transizione europea verso un’economia net zero.

Le utility al centro della transizione energetica europea, Le utility al centro della transizione energetica europea
Gaia Gallotti, Research Director and Head of IDC Energy Insights, IDC Europe

A cura di Gaia Gallotti, Research Director and Head of IDC Energy Insights, IDC Europe

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