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Cisco, la security alla prova dell’AI

Fabio Florio, business development manager Smart City e CDA leader di Cisco

Fabio Florio, business development manager Smart City e CDA leader di Cisco

Tutti abbiamo la consapevolezza che l’intelligenza artificiale stia portando, nella sua applicazione quotidiana in impresa e nella società, a nuove modalità operative e a profonde trasformazioni. Ma certo uno dei segmenti più impattati da questa tecnologia è quello della sicurezza: sia di ogni individuo rispetto alla propria privacy, sia nelle attività aziendali che svolgiamo, sempre esposte a potenziale cybercrime.

È questo il motivo per cui Cisco, per illustrare come le proprie tecnologie possano aiutare persone e aziende in una quotidiana azione di protezione legata all’estrema diffusione digitale, ha realizzato il Cisco 2024 Consumer Privacy Report (giunto alla sua sesta edizione) focalizzando, attraverso il coinvolgimento di oltre 2.600 consumatori di 12 geografie diverse, due punti di analisi: la consapevolezza dei consumatori del proprio livello di privacy nel mondo digitale e, l’altro, rispetto alla fiducia e ai pericoli legati all’AI. La ricerca, illustrata da Fabio Florio, business development manager Smart City e CDA leader, denota un buon punto di partenza in termini di consapevolezza, con oltre la metà degli utenti (il 53%) che dichiara una propria conoscenza delle leggi in materia di privacy e un impatto positivo percepito, in crescita negli anni, delle leggi sulla privacy, in media per il 70% del campione. Per contro, resta molto forte la richiesta (77%) di una maggiore armonizzazione legislativa che consenta una più equilibrata protezione e sicurezza tra i diversi soggetti.

Ma cosa fanno i consumatori italiani? Qui è molto probabile che le risposte provengano soprattutto dal mondo aziende, con il 71% che ha esaminato o aggiornato le proprie impostazioni in termini di privacy su app e piattaforme nonché altre azioni di protezione difficilmente spontanee nel singolo utente. In ogni caso, sembra che non siamo più alla situazione catastrofica di alcuni anni fa, quando security e privacy erano aspetti del tutto secondari. Ora, però, si apre la partita dell’AI.

AI e AI generativa, nuove esigenze di security

È in arrivo nei prossimi anni, la “tempesta perfetta”: le tecniche di AI diventeranno sempre più pervasive in ogni applicazione e tecnologia che useremo, mentre vedremo un costante aumento nell’uso individuale dell’AI generativa. E quindi, rileva il campione, al di là dei complessi aspetti etici e sociali, ecco arrivare anche dubbi e paure legati a output sbagliati, divulgazione pubblica di dati, sostituzione indiscriminata di posti di lavoro, ecc. è chiaro che in questo contesto, una realtà di eccellenza tecnologica come Cisco può giocare un ruolo primario.

“Lo scorso luglio Cisco è entrata a far parte dell’AI Enabled Ict Workforce Consortium, con player come Accenture, IBM, Microsoft, Intel, Sap, Google e una serie di advisor americani ed europei per supportare la trasformazione di competenze legate alla diffusione dell’AI” dice Florio riferendosi alla domanda nascente di esperti di AI ethics, architetture LLM, metodologie Agile.

Per supportare però nel concreto le aziende a integrare sicurezza nei propri sistemi IT, le piattaforme Cisco intervengono nell’analisi dei processi di security che possono essere inficiati e attraverso una veloce segmentazione della rete attivano protezioni evolute, nonché consentono all’analisi umana di occuparsi di aspetti di valore lasciando alla tecnologia il compito della ripetitività dei task. L’approccio Cisco alla security è ormai olistico e integrato, con la protezione di data center, reti, cloud, applicazioni e dispositivi, gestendo i differenti criteri di security attraverso una policy management centralizzata in grado di seguire le diverse evoluzioni architetturali legate al continuo ridisegno dinamico di sistemi e applicazioni.

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Capire come cambiano i process

Ma cosa fare per quanto riguarda modelli e processi aziendali difficili da cambiare? “Con il Programma Digitaliani investiamo ormai da anni sulle aziende per aiutarle nei loro processi di digitalizzazione, nei quali si declina, come base strutturale, anche la cybersecurity. Le accompagniamo – continua Florio – nell’inserire correttamente le tecnologie nei loro processi organizzativi e attraverso le giuste competenze. I sistemi informativi sono pronti? La sfida è grande perché non è semplice rimanere aggiornati all’evoluzione tecnologica, però gli investimenti ci sono. Sulla cybersecurity si può migliorare. Non tutti hanno capito che bisogna intervenire a livello architetturale fin dall’inizio del progetto, non dopo o peggio ancora con un approccio emergenziale. è inevitabilmente anche una questione di cambio di mindset”.

CLICCA QUI per scaricare il Cisco Consumer Privacy Report 2024

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