Geopolitica e spazio allargano il perimetro difensivo

L’ascesa delle tecniche offensive richiede cooperazione e skills a livello europeo o anche planetario. Domande e risposte in Cybersecurity Europe 2023

Negli ultimi anni, la geopolitica ha cambiato i termini dell’equazione della cybersecurity, richiedendo nuove soluzioni con sempre maggiore collaborazione. Nel 2022 è stato registrato un aumento medio del 180% delle tecniche offensive più comuni quali ransomware, DDoS, wipers (attacchi distruttivi), phishing e campagne di disinformazione (dati: Leonardo). Inoltre, il conflitto tra Russia e Ucraina ha esposto l’Europa a maggiori minacce ibride, combinando varie tecniche e attori, con conseguenze critiche, a volte anche a livello di sicurezza nazionale.

Senza dimenticare che la sicurezza non è mai assoluta, la soluzione per le nuove sfide si affida oggi all’intelligenza artificiale, che può esercitare un controllo completo (in tempo reale e storico) e reagire alle minacce in modo automatico.

Intorno a questa base teorica si è dipanato Cybertech Europe 2023, l’evento specializzato che quest’anno ha avuto la sponsorship principale di Leonardo e Accenture, come dire le istituzioni e le aziende medio-grandi.

AI, quantum e spazio

Se anni fa le differenze tra le aziende di cybersecurity erano più marcate, oggi -grazie all’evoluzione naturale e all’attrazione dell’AI- le varie traiettorie si sono avvicinate e condividono uno spazio delle orbite ampio ma non amplissimo, competendo in un’area di ridotte dimensioni.

Viste le diverse origini, è probabile che nel futuro queste orbite vadano ad allontanarsi, o se i grandi attrattori -oltre alla citata AI, anche il quantum computing e la space security– manterranno vive solo alcune orbite, con la conseguente riduzione del numero di player.

La situazione è in perenne rivoluzione, sempre alla ricerca di reazione in near real time, consolidamento delle soluzioni preesistenti in un’unica piattaforma e amministrazione semplificata. Le armi a disposizione sono scarso budget, pochi esperti e basse competenze. È inutile dire che se da una parte l’AI aiuta, ad esempio accorciando i tempi di reazione o permettendo query in linguaggio naturale, dall’altra è centrale il nodo delle competenze e del loro continuo mutamento quali-quantitativo.

Guardando la situazione più dall’alto, è difficile mettere insieme il puzzle di interessi e tempi tra Governo, ACN, Leonardo, Commissione Europea. “Nel prossimo piano industriale, l’attenzione sarà rivolta allo spazio, all’intelligenza artificiale e alla cybersecurity”, ha affermato Roberto Cingolani, AD di Leonardo; “una vasta porzione di ciò che oggi rappresenta internet sarà probabilmente veicolata via satellite, generando un’enorme quantità di dati da proteggere”.

Anche se il suo prossimo piano industriale sarà disponibile solo a inizio 2024, Leonardo ha annunciato la piena operatività del primo centro virtuale paneuropeo per la gestione dinamica in tempo reale del rischio cyber sviluppato per la DG Connect europea. Il centro processa e analizza social media, media, database, deep e dark web con un’infrastruttura di supercalcolo capace di eseguire fino a 5 milioni di miliardi di operazioni al secondo.

Un’occhiata all’immediato futuro evocato da Cingolani non è per nulla rassicurante. Al di là di situazioni singole e non messe a sistema, per l’intelligenza artificiale e per lo spazio l’Europa è indietro rispetto a Cina e USA. Nella sicurezza, il quantum computing potrebbe scardinare tutte le sicurezza crittografiche del mondo digitale e avere altri effetti disruptive nelle comunicazioni. L’Europa è indietro anche qui, ma la nostra tradizione nel campo della fisica potrebbe teoricamente permetterci di recuperare una posizione di preminenza.

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