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Convergenza IT-OT: sfide e opportunità per il canale

Convergenza IT-OT: sfide e opportunità per il canale

L’industria è nel mezzo di una trasformazione radicale, in cui la digitalizzazione gioca un ruolo fondamentale. Il cuore di questo cambiamento è la convergenza tra Information technology (IT) e Operational technology (OT), due mondi storicamente separati che oggi si stanno fondendo in un ecosistema integrato, intelligente e resiliente.

La spinta arriva da molte direzioni: l’adozione massiva di sensori industriali, la diffusione dell’Industrial Internet of Things (IIoT), l’intelligenza artificiale, le reti 5G e le tecnologie cloud-edge. La convergenza IT-OT consente alle imprese di raccogliere, analizzare e utilizzare dati operativi in tempo reale per ottimizzare ogni aspetto della produzione: dalla manutenzione predittiva alla gestione energetica, dalla qualità del prodotto alla sicurezza informatica.

Un nuovo paradigma operativo

Tradizionalmente, il ruolo dell’IT era di gestire dati e informazioni aziendali, mentre l’OT si focalizzava sul controllo diretto dei macchinari e dei processi produttivi. Le due funzioni operano con logiche, tecnologie e obiettivi diversi, spesso senza comunicazione diretta. Oggi, la necessità di diventare più reattive, flessibili e sostenibili spinge le imprese a unificare questi mondi in un’unica architettura fluida, dove dati, software e intelligenza distribuita sono il nuovo capitale produttivo. L’integrazione IT-OT permette una visibilità end-to-end sulla produzione e consente decisioni data-driven in tempo reale.

Verso un nuovo stack tecnologico

L’integrazione IT-OT sta generando la nascita di un nuovo stack tecnologico industriale, caratterizzato da una stratificazione che comprende hardware e connettività, infrastrutture convergenti tra edge e cloud, piattaforme software integrate, servizi di monitoraggio avanzato e un livello di governance e sicurezza sempre più sofisticato. Sensori intelligenti, dispositivi edge e PLC convivono con ambienti containerizzati e sistemi di orchestrazione cloud, mentre piattaforme come SCADA, MES e ERP si integrano in soluzioni modulari capaci di garantire operatività, scalabilità e sicurezza. In settori ad alta regolamentazione come il biofarmaceutico, l’automotive elettrico e l’energia, questo nuovo stack sta già ridisegnando il modo di progettare e gestire gli impianti.

Secondo Boston Consulting Group (BCG), la convergenza IT-OT sbloccherà nei prossimi 5 anni oltre 60 miliardi di dollari in nuovi bacini di valore, tra cui ottimizzazione della produzione (con AI e digital twin), sicurezza integrata (come parte della progettazione) e tracciabilità e sostenibilità lungo tutta la filiera. BCG afferma anche che oltre il 50% dei progetti greenfield sfrutterà lo stack tecnologico IT-OT in evoluzione.

Il ruolo chiave del canale

Per i partner di canale (system integrator, consulenti, rivenditori e MSP) la convergenza IT-OT rappresenta un’occasione strategica per evolvere da semplici fornitori tecnologici a orchestratori di trasformazione digitale. La possibilità di proporre soluzioni personalizzate, basate su piattaforme scalabili, ha aperto nuovi modelli di business orientati al servizio, alla consulenza e alla generazione di valore ricorrente. I partner in grado di gestire progetti complessi che includono monitoraggio, manutenzione predittiva, cybersecurity industriale e integrazione tra sistemi IT e OT, possono oggi differenziarsi in modo netto in un mercato sempre più competitivo.

Le nuove aree di valore

Questo nuovo approccio permette di passare da una logica reattiva a una strategia proattiva. Analizzando i dati raccolti dai macchinari, le aziende possono ottimizzare la produzione, prevedere guasti, ridurre i consumi energetici e migliorare la qualità del prodotto. Settori come il manifatturiero, l’automotive, l’energia, la logistica e l’agroalimentare stanno già investendo in piattaforme convergenti che integrano ERP, MES, SCADA, sistemi di monitoraggio ambientale e servizi cloud.

La trasformazione comporta una ridefinizione anche dei ruoli e delle competenze all’interno del canale. L’offerta di soluzioni “future-proof” richiede la capacità di operare su architetture ibride, dove parte dell’elaborazione avviene localmente e parte in cloud, garantendo bassa latenza, maggiore sicurezza e operatività continua. In parallelo, la crescita delle normative europee sulla sicurezza (come la direttiva NIS2), sulla rendicontazione non finanziaria (CSRD) e sugli standard ESG spinge le aziende verso sistemi trasparenti, tracciabili e sicuri.

Le sfide da superare: competenze, cultura, sicurezza

Tuttavia, accanto alle opportunità, la convergenza presenta anche sfide complesse. La prima riguarda la sicurezza OT. Questi sistemi, storicamente isolati e progettati per durare decenni, si trovano ora esposti a minacce informatiche che derivano dalla connessione in rete. È necessario ripensare l’intera strategia di sicurezza, introducendo segmentazione di rete, gestione granulare degli accessi, analisi comportamentale e l’adozione di standard internazionali come IEC 62443. La sicurezza non può più essere un’aggiunta, ma deve essere incorporata fin dalla progettazione delle soluzioni.

Un’altra sfida cruciale è la carenza di competenze ibride. I professionisti IT spesso non conoscono i protocolli industriali, mentre gli esperti OT non hanno familiarità con infrastrutture cloud o best practice di cybersecurity. I partner di canale devono investire nella formazione del proprio personale, costruendo team capaci di affrontare progetti trasversali e complessi.

A complicare ulteriormente il quadro, vi è il fattore culturale. IT e OT sono spesso gestiti da reparti distinti con linguaggi, metriche e obiettivi differenti. I partner devono quindi svolgere anche un ruolo di mediazione, favorendo il dialogo tra questi due mondi e promuovendo una governance digitale capace di superare le barriere organizzative. Solo con un approccio integrato, le aziende possono sfruttare appieno il potenziale della convergenza.

Strategie vincenti per i partner

Per affrontare con successo questo scenario, i partner devono abbracciare una strategia multidisciplinare, fondata sulla formazione continua, sulla collaborazione con vendor specializzati, sull’offerta di servizi gestiti evoluti e su una visione consulenziale del rapporto con il cliente. Una particolare attenzione alla verticalizzazione per settori specifici, come farmaceutico, energia o manifattura, permette inoltre di proporre soluzioni aderenti alle reali esigenze operative, riducendo tempi di implementazione e aumentando il valore percepito.

Non va infatti sottovalutato che la convergenza tra IT e OT offre agli operatori l’opportunità di andare oltre il ruolo di semplici fornitori di tecnologia e diventare partner strategici nel processo di trasformazione.

IoT e AI: un’accoppiata vincente per la crescita dell’industria e delle opportunità di canale

Nel 2024 il mercato italiano dell’Internet of Things ha raggiunto i 9,7 miliardi di euro, con una crescita del 9% sull’anno precedente. Le fabbriche intelligenti (smart factory) hanno registrato un giro d’affari di 1,04 miliardi (+15%), seguite da smart logistics (825 milioni, +7%) e smart asset management (360 milioni, +9%).

Questa crescita rappresenta un’opportunità concreta per i partner di canale, chiamati a supportare la digitalizzazione industriale con soluzioni integrate di IoT e intelligenza artificiale. L’IoT, infatti, è l’infrastruttura che alimenta di dati i modelli intelligenti, mentre l’AI permette analisi avanzate e automazione decisionale. La combinazione delle due tecnologie è la chiave per generare valore e nuovi servizi ad alto margine.

L’80% delle grandi aziende manifatturiere italiane ha già almeno una soluzione di Industrial IoT attiva. Tra queste, il 55% vuole integrare l’AI. Anche le medie imprese si muovono: il 22% ha avviato progetti smart factory, e 1 su 3 prevede di estendere l’uso dell’AI.

Per i partner, questo significa un mercato maturo e in espansione, con esigenze concrete: dalla sensoristica alla connettività, dalla gestione dei dati al machine learning. Tuttavia, meno della metà delle imprese (48%) riesce oggi a valorizzare i dati raccolti, lasciando spazio a servizi di consulenza, integrazione e analytics.

La sfida è chiara: aiutare le imprese a trasformare i dati grezzi in vantaggio competitivo, offrendo soluzioni scalabili, verticali e ad alto valore aggiunto.

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