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Agentic Enterprise: per il 96% degli IT leader l’integrazione è decisiva

Agentic Enterprise: per il 96% degli IT leader l’integrazione è decisiva, Agentic Enterprise: per il 96% degli IT leader l’integrazione è decisiva

L’intelligenza artificiale agentica sta entrando rapidamente nei processi aziendali. Le organizzazioni utilizzano già oggi una media di 12 agenti AI e il loro numero è destinato a crescere del 67% nei prossimi due anni, segnando un’accelerazione significativa verso modelli operativi in cui persone e sistemi intelligenti collaborano in modo sempre più stretto.

È quanto emerge dall’ultima edizione del Connectivity Benchmark Report di Salesforce, basato su un’indagine condotta su oltre 1.000 responsabili IT di grandi organizzazioni a livello globale.

Secondo il report, la diffusione degli agenti AI ha ormai superato la fase sperimentale: l’83% delle aziende afferma che la maggior parte dei team o delle funzioni utilizza già soluzioni di questo tipo. L’adozione, tuttavia, porta con sé nuove complessità. Circa la metà degli agenti oggi opera ancora in silos, senza essere integrata in un ecosistema multi-agente.

Questa frammentazione può generare inefficienze operative, automazioni duplicate e persino rischi legati alla cosiddetta shadow AI, ovvero l’uso di strumenti non governati dalle politiche IT aziendali.

L’integrazione diventa la chiave del successo

Per i responsabili IT il nodo centrale è l’integrazione. Il 96% dei leader intervistati ritiene infatti che il successo delle iniziative di AI dipenda dalla capacità di collegare dati, applicazioni e sistemi in modo fluido.

In questo scenario le architetture API-driven stanno emergendo come la base tecnologica più efficace per orchestrare ambienti multi-agente. Le API diventano il “tessuto connettivo” che consente agli agenti di comunicare tra loro, condividere il contesto informativo ed eseguire attività lungo l’intero ecosistema digitale aziendale.

Non sorprende quindi che il 94% dei responsabili IT consideri inevitabile un’evoluzione dell’architettura IT verso modelli sempre più basati su API.

L’adozione è già avviata:

  • il 33% dei team IT utilizza le API per accelerare l’integrazione tra sistemi

  • il 50% delle organizzazioni le impiega per connettere e governare soluzioni di intelligenza artificiale

Ecosistemi di agenti sempre più eterogenei

Un altro elemento che emerge dall’indagine riguarda la varietà degli agenti utilizzati dalle aziende.

In media, le organizzazioni combinano tre diverse tipologie di soluzioni:

  • Agenti SaaS preconfigurati (36%)

  • Agenti integrati in piattaforme enterprise (34%)

  • Agenti personalizzati sviluppati internamente (30%)

Parallelamente cresce l’interesse per standard e protocolli dedicati alla comunicazione tra agenti. Tra i più citati dai responsabili IT figurano l’Agent Network Protocol e l’Agent Communication Protocol (entrambi al 43%), seguiti dall’Agent-to-Agent Protocol (40%) e dal Model Context Protocol (39%).

Dalla sperimentazione alle operazioni

Le prime implementazioni mostrano come i sistemi multi-agente possano entrare nel cuore delle attività aziendali. Il report cita il caso di AstraZeneca, che sta utilizzando tecnologie agentiche per migliorare l’interazione con gli operatori sanitari e coordinare attività commerciali e operative su scala globale.

Secondo Davide Andreoni, Senior Regional vice president di Salesforce e head of MuleSoft Italia, il vero indicatore di maturità non è il numero di agenti implementati ma la capacità di coordinarli: “Il valore di un’Agentic Enterprise dipende dalla coerenza con cui gli agenti operano. Servono governance e orchestrazione per garantire un ecosistema AI sicuro, affidabile e scalabile”.

Per i dipartimenti IT questo implica un cambiamento di ruolo: dalla gestione di ambienti frammentati alla costruzione di un piano di controllo centralizzato capace di governare l’intero ecosistema di intelligenza artificiale.

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